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Piante di vita e piante di morte. Mais, riso e fave Conferenza


Quando 12 giugno 2018
Info utili

Ore 17
Ingresso libero

 


Alcune piante di enorme diffusione e molto importanti nel campo della nutrizione umana e animale, sono potenzialmente tossiche e anche letali. Questi importanti aspetti nutrizionali verranno discussi utilizzando come esempi mais e riso (Bargoni) e le fave (Arese).
Conoscenze ancestrali difendevano l’umanità dai pericoli dello scorretto utilizzo di mais e riso, potenzialmente causa di pellagra (dovuta a scarsa biodisponibilità di acido nicotinico e di fattori presenti nella pellicola delle granelle del mais che inibiscono l’assorbimento di triptofano) e beri-beri (dovuto a consumo di riso brillato carente di vitamina B 1 ).La scienza solo recentemente ha accettato e validato le conoscenze ancestrali delle popolazioni autoctone dei luoghi di provenienza di mais e riso, mostrando come l’indagine scientifica, qualora parta da posizioni preconcette, sia destinata inevitabilmente ad un fallimento.
Le fave sono ricche di proteine, carboidrati, vitamine e minerali, crescono bene in climi semi-aridi anche in assenza di fertilizzanti e pesticidi e sono un elemento essenziale della dieta in molti paesi. Le fave sono tossiche per soggetti, carenti dell’enzima glucoso-6- fosfato deidrogenasi (G6PD), nei quali provocano una grave forma di anemia potenzialmente letale (favismo).Il difetto di G6PD e il favismo sono molto diffusi in paesi in cui è o era presente la malaria.
I rapporti fra fave, favismo e malaria saranno oggetto della relazione.

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