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La mixology entra in cucina: gin e vermouth a tutto pasto

Cocktail e alta cucina, cocktail e barbecue, cocktail e pizza: se in Italia non è facile allontanarsi dal confortevole binomio cibo+vino, nel resto del mondo la mixology abbinata alla cucina non è solo una moda passeggera.

Compagnia dei Caraibi, distributore e selezionatore di distillati e liquori, porta avanti da anni un grande lavoro di educazione al gusto per raccontare quanto il mondo dei cocktail si possa adattare a ogni tipo di cucina.
Una ricerca che si svolge non solo sulla miscelazione ma anche attraverso collaborazioni con chef stellati e competizioni tra barman che mettono in risalto la capacità di abbinare i miscelati al cibo.

Tra i distillati che più si prestano all’abbinamento cocktail/cucina c’è sicuramente uno dei loro prodotti di punta: Gin Mare.
Realizzato in Spagna e arrivato nel nostro Paese sull’onda della febbre del gin tonic, il Gin Mare è un prodotto tipicamente mediterraneo, realizzato con diversi tipi di botaniche che crescono lungo le rive del Mar Mediterraneo come il basilico dall’Italia, il timo dalla Grecia, il rosmarino dalla Turchia e l’oliva Arbequina dalla Spagna. Proprio questa sua caratteristica permette di giocare con gli abbinamenti, per dare risalto a un’area geografica che è da sempre culla di grandi prodotti e grandi cucine.

Cocktail a base gin come il gin tonic sono perfetti da abbinare a cibi grassi e succulenti, che riescono a completare grazie alle bollicine, alla freschezza e all’acidità.
La grande varietà di botaniche utilizzate, inoltre, permette di giocare con gli abbinamenti e creare piatti con le erbe aromatiche tipiche di un particolare tipo di gin.

Non solo distillati, ma anche liquori tradizionali come il vermouth sono importanti nell’abbinamento tra cocktail e cibo. Con una storia di oltre 200 anni, i vermouth – come il Riserva Carlo Alberto – sono tornati alla ribalta negli ultimi tempi dopo un periodo in cui erano stati un po’ dimenticati a favore di prodotti più esotici. Da sempre il classico aperitivo piemontese, questo “vino rinforzato” ha in realtà proprietà digestive grazie alle erbe con cui viene aromatizzato. Ottimo quindi anche come fine pasto, in abbinamento a dolci cremosi o a un grande classico come pere e Parmigiano Reggiano.

Ma non solo: forse un po’ difficile da immaginare ma altrettanto sorprendente è il brasato al Barolo servito con un vermouth rosso e una spruzzata di soda che permette agli aromi di aprisi ed evolversi.
Nell’abbinamento tra cocktail e cibo torna in auge anche quello che un tempo era il drink preferito dalle signore: il vermouth bianco, una variante nata a inizio Novecento, quando anche le dame, oltre ai gentiluomini, iniziavano a frequentare i bar e i caffè.

Per loro si crearono liquori dal gusto più morbido con spezie dolci e sentori esotici, tanto che i primi vermouth bianchi presero il nome di “vanigliati”. Oggi questa caratteristica – sebbene prodotti come il Riserva Carlo Alberto Bianco non siano più dolci come quelli di un tempo – si abbina alla perfezione non solo con i dessert, ma anche con formaggi importanti come Gorgonzola e Castelmagno.

La mixology ci corre in aiuto anche quando ci si trova di fronte alla cucina etnica, spesso non così facile da abbinare ai nostri vini. In queste occasioni il vermouth extra-dry è quello che fa al caso nostro, proprio grazie a spezie come lo zafferano, che si sposa alla perfezione con piatti cinesi, thailandesi e indiani.

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